Christian Louboutin – quando l’arte si calza

L’haute couture concepisce l’abito come il frutto di un artigianato esclusivo, che prevarica il comune vestire facendo del corpo il completamento naturale di un’opera d’arte. Christian Louboutin ha distillato questo concetto dedicando il suo lavoro e il suo estro creativo ad un unico pezzo: la scarpa.

Con Louboutin ogni calzatura va oltre la propria funzione canonica, diventando – come lui stesso definì – il piedistallo che regge in trionfo la donna che le indossa. Il suo talento naturale emerge fin dalla giovinezza, e poco più che adolescente fa il suo primo praticantato presso le Folies Bergères, disegnando le calzature per le ballerine. Forse eredita la manualità dal padre ebanista, ed è un banale cartello di divieto a folgorare la sua creatività, fondando quello che diventerà il suo stile: all’ingresso del museo delle Arti d’Africa e d’Oceania si vieta l’ingresso a visitatrici con tacchi alti, per non graffiare il parquet delle sale. Il giovane Christian disegnerà la scarpa di quel cartello più e più volte, fino a fare propria quella forma. Lavorerà come free­lance presso case di moda quali Chanel e Yves Saint­Laurent, ma sarà la collaborazione con il collega di Dior Roger Vivier nel 1988 che lo porterà in auge, fino all’apertura della propria boutique a Parigi nel 1992, dove presentò la sua prima collezione Love,Trash, etc… Da allora la suola rosso scarlatto e la firma impressa sul cuoio sono diventati un’icona lussuosa ed esclusiva, ambitissima dallo star system mondiale e dalle personalità più in vista.

Louboutin non crea solo scarpe, ma simboli – come le incalpestabili Fetish Ballet Heel realizzate per una mostra fotografica dell’artista e regista David Lynch sul feticismo, scarpe che Louboutin dichiarò essere fatte non per camminare, tanto meno per correre, bensì realizzate “per restare sdraiate”; oppure dà materia alle favole, realizzando per la Disney la scarpetta di Cenerentola – in occasione del lancio della versione restaurata in blu­ray dell’omonimo cartone – in finissimo pizzo e cristallo Swarowski. Sebbene il mondo femminile rimanga la prediletta fonte d’ispirazione per Louboutin, anche quello maschile non poteva essere ulteriormente ignorato. Infatti, sebbene in linee limitate, Louboutin prevede anche alcuni modelli per uomo, persino sportivi. Come ne troviamo nella collezione primavera-­estate 2014: mocassini scamosciati con finiture in nappa color cipria e beige, scamosciate havana scarlatte, espadrillas leopardate, sneakers in pitone o materiale sintetico di brevetto esclusivo color acquamarina, con un dettaglio persino punk in punta. Ma le appassionate alle linee classiche non saranno deluse, dalle tradizionali stiletto in pelle nera “Fifi”, alle più fresche “So Kate Booty” e “Iriza” in scamosciato giallo anice, le “Paulina Sling” in PVC cipria col tacco turchese, le sensuali “Miss Rigidaine” in PVC nero e fragola con punta. Questi sono solo alcuni esempi delle ultime creazioni, presentate con una classe impareggiabile. La macchina fotografica di Peter Lippmann ha immortalato i pezzi della collezione camuffandoli all’interno dei capolavori di Monet, Van Gogh e pittori fiamminghi. E quando un oggetto contemporaneo riesce ad integrarsi, persino a confondersi, con un capolavoro immortale della pittura, il messaggio che trasmette è potente. Soprattutto se si tratta di una scarpa.

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