La sigaretta elettronica: cos’è, perché i fumatori la scelgono e… è innocua?

Sigaretta-elettronica-3Sempre più spesso ci capita di vedere per strada, nei bar, tra le corsie dei supermercati alcune persone che portano come una specie di grossa penna appesa al collo, che poi portano alla bocca, aspirano e puff! – espirano una boccata di fumo.

Sono gli svapatori, o vaper, ovvero i fumatori che hanno scelto di rinunciare al tabagismo tradizionale per passare all’uso delle sigarette elettroniche, note anche come e-cigarettes.

Perché tanti usano la sigaretta elettronica?

La moda della sigaretta elettronica  è tale che se ne possono vedere persino delle pubblicità in televisione, fatto straordinario dal momento che nessun prodotto da fumo viene apertamente pubblicizzato da almeno cinquant’anni.

Il motivo è ormai ovvio anche ai fumatori più accaniti: i danni provocati dal consumo di tabacco sono molti ed estremamente gravi. Ma la dipendenza da nicotina rende molto difficile smettere, e un vero smoker trova altrettanto difficile rinunciare alla gestualità associata al fumare sigarette, sigari o pipe. Negli ultimi anni la commercializzazione delle e-cigarettes ha fatto leva anche su questo, garantendo ai suoi consumatori di evitare i danni delle sigarette tradizionali, lasciandoli liberi di apprezzare un vero e proprio rituale a cui non possono rinunciare.

Come funziona la sigaretta elettronica?

Nonostante siano presenti in commercio diversi modelli, il funzionamento di una sigaretta elettronica può essere approssimativamente descritto con una piccola resistenza che viene attivata, a mano o dal passaggio di aria aspirata attraverso un filtro plastico, da una batteria ricaricabile, che scalda il liquido contenuto in un piccolo serbatoio producendo vapore. Non c’è combustione, quindi non vengono né aspirati né emessi prodotti tossici e cancerogeni quali il catrame, il benzene e idrocarburi policiclici aromatici.

Chi ha inventato la sigaretta elettronica?

Il primo brevetto è americano e risale addirittura al 1965, ma sarà un farmacista cinese a mettere per primo questo prodotto in commercio nel 2003, sfruttando una tecnologia ad ultrasuoni per la vaporizzazione del liquido e chiamandole Ruyan (quasi come il fumo). Il liquido contiene di norma acqua, glicerolo, glicole propilenico e nicotina, la cui percentuale può variare, o non essere presente. Gli altri ingredienti garantiscono la consistenza del vapore emesso, dando a chi l’aspira la sensazione di fumare veramente. I liquidi in commercio possono anche essere aromatizzati con diverse fragranze come menta, fragola, liquirizia, persino cognac.

La sigaretta elettronica fa male?

L’effettiva innocuità del liquido è tutt’ora in discussione, e sebbene figure autorevoli e attive nella prevenzione dei tumori come Umberto Veronesi o la LIAF (Lega Italiana Anti Fumo) vedano nella sigaretta elettronica un’alternativa sicura per i fumatori e per chi sta loro vicino, la FDA (Food and Drug Administration) nordamericana ha sottolineato il rischio della presenza nel liquido di sostanze potenzialmente pericolose come il glicol-dietilenico e le nitrosammine. Alcuni studi sono paradossalmente finanziati da multinazionali del tabacco come la Philip-Morris, ma non c’è niente di sospettabile in questo, infatti una legge americana da diversi anni obbliga le aziende del settore a finanziare commissioni di ricerca indipendenti sui pericoli per l’apparato respiratorio.

L’Istituto Superiore di Sanità invece porta l’attenzione sulla nicotina: pur non essendo di per sé cancerogena resta una sostanza che provoca dipendenza, e anche se la sigaretta elettronica viene sempre più usata come mezzo per smettere di fumare – riducendo gradualmente il tasso di nicotina del liquido utilizzato – potrebbe anche causare, specie nei giovani, l’effetto opposto.

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